Un pesce fuor d’acqua

Mi sono sempre sentita un pesce fuor d’acqua nel mio rapporto con i “nuovi media”, i social e anche i blog…ebbene sì, questo è il quarto che metto in piedi.

Per farlo ho tampinato gli amici “tecnologgici”, che lavorano col digitale, l’ho fatto fino allo sfinimento – loro – al punto che, presi da un forte sentimento di pietas – o di sfinimento – mi hanno regalato un corso su blogging e WordPress cui sto partecipando.

Diciamocelo chiaro ragazzi, oramai avere un blog, uno o più profili social per i liberi professionisti – e non solo – è una conditio sine qua non. Chi di noi usa più le pagine gialle per cercare un professionista? Chi di noi legge il giornale o guarda attentamente i volantini che pubblicizzano corsi?

Ecco, appunto.

Ho trovato i miei Joda e Obi One!

In sole due lezioni ho scoperto tante cose e sto finalmente cominciando a capire come relazionarmi con questi “badanagli”, coi social, coi blog, con la comunicazione digitale.

Ho sempre avuto un blocco ideologico, un pregiudizio radical chic: i “veri” professionisti non hanno bisogno di Strilloni, il loro verbo si spande per l’etere grazie alla Forza, come i Jedi; non si mischiano agli azzeccagarbugli da strada.

Noi teatranti ci caschiamo spesso in questo tranello: avere la cultura come passione e mission nella vita in una società che, diciamocelo, non è che proprio la cultura la ami tanto, non è facile. E allora poi ci ergiamo ad unici deputati detentori del verbo. Ghettizzandoci, ci isoliamo su un pianeta lontano come il vecchio Luke e lasciamo spazio, questo sì, ai Leader Supremi Snoke di turno, che dell’etica, dell’estetica e della Forza se ne curano poi non tanto.

E poi non battiamo chiodo. Quindi meglio scendere dal pero, salire sul millennium Falcon, ascoltare i cambiamenti ed ascoltare le proprie necessità e risorse.

Stamani Fabrizio Cassanelli (altro grande Jedi del teatro applicato al sociale e all’educazione ) ha pubblicato un post pertinente, puntuale e illuminante (come sempre) su Facebook:

Cattivi maestri? Si trovano ovunque: “esperti”, “saggi”, “maestri” che elargiscono corsi di verità comunicative assolute, esercizi creativi, ricette di autostima e parabole paradigmatiche su come vivere nella natura o nella bellezza, a pagamento.

Ed eccoci quindi al punto: sono una libera professionista, una formatrice, io ci vivo sui corsi a pagamento, e sono pienamente d’accordo con Fabrizio!

Ci sono ennemila corsi di Public Speaking, Vocal Coaching, trainig mutuati dal teatro, dalle sue pratiche e conoscenze.

In questo grande mare, ci sono seri professionisti, capaci, eticamente coerenti ed umili, ma ci sono tantissimi azzeccagarbugli!

Ingannarvi gli occhi, possono. Nella Forza, molto diverso ognuno di voi è.

Seguendo gli insegnamenti di Joda, voglio essere chiara:

non esistono ricette facili, veloci, l’apprendimento richiede tempo. Richiede un tempo di ascolto, di maturazione, di messa in discussione – delle pratiche e di se stess* – non pensate che per imparare a parlare in pubblico, ad usare la voce vi basti il corso intensivo di un week-end.

Il corso intensivo, vi dà degli strumenti, degli spunti di riflessione a cui deve necessariamente seguire una pratica costante, una volontà di ricerca e di ascolto di sé e delle proprie risorse.

Un corso di Public Speaking all inclusive vi dà una parte della cassetta degli attrezzi, ma non vi dà – in molti casi – gli strumenti per dosare l’emissione vocale, per l’utilizzo della voce:

quante volte vi è capitato, dopo una giornata di formazione, di presentazioni, che padroneggiate, con cui vi sentite a vostro agio, di trovarvi però afoni?

Sembrerà anacronistico, ma ci vuole tempo per comunicare, per condividere; ci vuole tempo per imparare, datevi un tempo di riflessione e affidatevi a chi vi permette di prenderlo.

E che la forza sia con voi!

Post Scriptum: se siete Utonti come me, seguite Francesca Sanzo e Stefano Castelli e i loro corsi per blogging e WordPress

Post Scriptum 2: se avete bisogno di una vocal coach, o di Public Speaking Teatrale contattatemi, che per i “badanagli” sono ancora una Padawan, ma per il vocal coaching sono una Jedi che spacca (per piacer della modestia)!!