Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.

C. Kavafis – Itaca

Un Teatro per minori in difficoltà

L’esperienza di “Facciamo che…” è stata ed è sicuramente quella più professionalizzante, più stimolante che abbia fatto.

Quando nel 2009, dopo avere fatto uno spettacolo sulla violenza domestica, mi lanciai – nel vuoto, forse – proponendo un progetto teatrale rivolto ai minori vittime di abusi e maltrattamenti (violenza assistita, abuso e violenza sessuale, maltrattamento) non mi aspettavo che quell’esperienza avrebbe mosso tanto in me, sia professionalmente che umanamente.

Che Cos’è “Facciamo che…”

“Facciamo che…” è un laboratorio di teatro intervento per il disagio minorile, che co-conduco dal 2009 , grazie all’Associazione ONLUS L’Isola che c’è, in collaborazione con il Faro, Centro Specialistico Provinciale contro gli abusi all’infanzia dell’ASL di Bologna.

Il laboratorio ha visto quattro edizioni biennali e ha coinvolto un totale di 32 minori in carico ai servizio socio-sanitari del territorio bolognese.

Un lungo viaggio verso Itaca

E’ stato un viaggio di continue scoperte, di sfide, di fatiche, di incontri e, a volte scontri, tra professionalità e posture diverse:

Abbiamo dovuto ricercare minimi comuni denominatori tra le diverse professionalità coinvolte nel progetto: psicoterapia psicodinamica, sistemico-relazionale e teatro applicato.
Che cosa ci unisce? che cosa ci differenzia?

Le mie compagne di Viaggio

Ho co-condotto “Facciamo che..” con la Dottoressa Alessandra Piccioni, psicologa, psicoterapeuta psicodinamica; con la supervisione della Dottoressa Anna Castellucci, psicologa, psicoterapeutica sistemico-relazionale e l’osservazione esterna della dottoressa Laura D’Aniello, psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale.

Tante professionalità, tante persone con esperienze diverse e tanti bambini con tante storie e tante, ma proprio tante risorse.

La più grande lezione è stata quella di imparare a concentrarsi sulle risorse, oltrepassando i pregiudizi e le proprie resistenze: un bambino arrabbiato ha tutti i motivi per esserlo e dietro quella rabbia spesso si nasconde un dolore forse troppo grande da poter essere gestito da un bimbo troppo piccolo.

Venivo da una formazione teatrale “classica”, certa che il teatro “si facesse così”. Ma i bambini non collaborano, ti sbattono in faccia le loro rabbie, paure, gioie, il loro essere bambini con una forza prorompente e le mie richieste di “fare le camminate”, giocare al teatro, andavano in frantumi.

La “rigidità” dei “metodi” mi ha spiazzato e ho dovuto rivedere tutte le mie certezze.

E ho potuto farlo in primis grazie alle mie compagne di viaggio, e a loro va tutta la mia riconoscenza, umana e professionale.

Dal 2009 ad oggi questa esperienza ci ha insegnato che abbiamo molti punti in comune: primo tra tutti l’obiettivo, ovvero l’intenzione di generare un cambiamento, quello che abbiamo chiamato “movimento”.
Il nostro obiettivo non è quello di formare giovani attori, ma di generare nei minori partecipanti un movimento, un cambiamento di atteggiamento, di comportamento, di emozione.

Seminare Movimenti

Gestire un gruppo di persone ferite non è facile e non ci si può aspettare che rispondano sempre come ci si aspetta.

Se ci si concentra sulle non risposte, sull’opposizione, sulla sfida ci togliamo la possibilità di farci domande: perché? cosa posso fare? come posso fare?

A una lettura superficiale potrebbe apparire come un “accontentarsi”, ma scavando più in profondità, ci dà la possibilità di vedere un percorso in cui quelle opposizioni si muovono e può capitare che un bimbo che non ha voce, che dice sempre si, alla fine dica “NO”; che una tigre si plachi e cominci a condividere una storia difficile, che la doni al gruppo per diventare parte di una storia condivisa da raccontare in una messa scena.

La Pubblicazione

Abbiamo raccontato l’esperienza di “Facciamo che…” nel volume “Il disturbo post traumatico complesso. Dalla teoria alla pratica multidisciplinare“, Edizione Franco Angeli 2017, grazie all Dottoressa Maria Agnese Cheli, responsabile del Faro e supervisora scientifica del progetto “Facciamo che..” per la Onlus L’Isola che cè.